Il 19 settembre si apre all'International Center of Photography a New York la mostra del progetto ambientale del grande fotografo
Una parte del suo lavoro è rivolto agli animali . Salgado ha infatti vissuto nelle Galapagos tra tartarughe giganti, iguane e leoni marini, ha viaggiato tra le zebre e gli animali selvatici che attraversano il Kenya e la Tanzania rispondendo al richiamo annuale della natura alla migrazione.
Un’attenzione particolare è riservata alle popolazioni indigene vergini: gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana; i Pigmei delle foreste equatoriali del Congo settentrionale; i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica; le tribù Himba del deserto namibico e quelle più remote delle foreste della Nuova Guinea. Salgado ha trascorso diversi mesi con ognuno di questi gruppi per poter raccogliere una serie di fotografie che li mostrassero in totale armonia con gli elementi del proprio habitat. Genesis è grido di allarme per la conservazione di queste zone ancora incontaminate.
Le Sel De La Terre / The Salt Of The Earth (2014) (Clip)
Chi è Sebastiano Salgado:
Sebastião Ribeiro Salgado nasce nel 1944 ad Aimorés, nello stato di Minas Gerais, in Brasile. A 16 anni si trasferisce nella vicina Vitoria, dove finisce le scuole superiori e intraprende gli studi universitari. Nel 1967 sposa Lélia Deluiz Wanick. Dopo ulteriori studi a San Paolo, i due si trasferiscono prima a Parigi e quindi a Londra, dove Sebastião lavora come economista per l’Organizzazione Internazionale per il Caffè. Nel 1973 torna insieme alla moglie a Parigi per intraprendere la carriera di fotografo. Lavorando prima come freelance e poi per le agenzie fotografiche Sygma, Gamma e Magnum, per creare poi insieme a Lèlia la agenzia Amazonas Images, Sebastião viaggia molto, occupandosi prima degli indios e dei contadini dell’America Latina, quindi della carestia in Africa verso la metà degli anni Ottanta. Queste immagini confluiscono nei suoi primi libri. Tra il 1986 e il 2001 si dedica principalmente a due progetti. Prima documenta la fine della manodopera industriale su larga scala nel libro La mano dell’uomo, (Contrasto, 1994) e nelle mostre che ne accompagnano l’uscita (presentata in 7 diverse città italiane). Quindi documenta l’umanità in movimento, non solo profughi e rifugiati, ma anche i migranti verso le immense megalopoli del Terzo mondo, in due libri di grande successo: In cammino e Ritratti di bambini in cammino. (Contrasto, 2000). Grandi mostre itineranti (A Roma alle Scuderie del Quirinale e poi a Milano all’Arengario di Palazzo Reale) accompagnano anche in questo caso l’uscita dei libri.
Lélia e Sebastião hanno creato nello stato di Minas Gerais
in Brasile l’Instituto Terra che ha riconvertito alla foresta
equatoriale - che era a rischio di sparizione - una larga area in cui sono
stati piantati decine di migliaia di nuovi alberi e in cui la vita della natura
è tornata a fluire. L’Instituto Terra è una delle più efficaci realizzazioni
pratiche al mondo di rinnovamento del territorio naturale ed è diventata un
centro molto importante per la vita culturale della città di Aimorès.
Al suo lavoro Wim Wenders ha dedicato Il sale
della terra, un film evento, magico, presentato all'ultimo festival di
Cannes Il sale della terra, in cui il regista tedesco ha voluto raccontare
l'opera di Salgado, il più grande fotografo vivente, ecologista e umanista.
(ANSA) -



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